Sintesi tecnica
Punti chiave:

L’articolo illustra i criteri di scelta e di impiego dei dispositivi di interblocco con bloccaggio del riparo in conformità alla ISO 14119, nonché l’importanza del tempo di arresto. Evidenzia inoltre il collegamento della norma con la Direttiva Macchine 2006/42/CE e la necessità di documentare la conformità.

  • ISO 14119 definisce i requisiti per i dispositivi di interblocco associati ai ripari delle macchine.
  • I dispositivi di interblocco (meccanici o elettromeccanici) impediscono l’accesso alle zone pericolose finché non sono soddisfatte le condizioni di sicurezza.
  • La norma distingue il tipo 1 (meccanico, senza alimentazione) e il tipo 2 (elettromeccanico, con alimentazione).
  • Richiede una progettazione e un’installazione che riducano al minimo la possibilità di elusione, nonché controlli e manutenzione periodici.
  • Il bloccaggio è necessario, tra l’altro, in presenza di un lungo tempo di arresto; la valutazione comprende la misurazione del tempo di arresto e l’analisi del rischio.

Nell’industria, le norme di sicurezza delle macchine svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la tutela degli operatori e del personale tecnico. La norma EN ISO 14119, armonizzata con la Direttiva Macchine 2006/42/CE, rappresenta un elemento essenziale di questo sistema. Questo articolo ha l’obiettivo di chiarire come e quando applicare i dispositivi di interblocco con bloccaggio e quale sia l’importanza del tempo di arresto nel contesto della sicurezza.

Dispositivo di interblocco: che cos’è?

Un dispositivo di interblocco è un dispositivo meccanico o elettromeccanico associato a un riparo della macchina che impedisce l’accesso alla zona pericolosa finché non sono soddisfatte le condizioni di sicurezza. Il suo scopo principale è proteggere gli operatori e il personale tecnico da contatti involontari o pericolosi con le parti mobili della macchina. I dispositivi di interblocco sono progettati per ridurre al minimo la possibilità di eludere il loro funzionamento e per garantire la conformità a norme di sicurezza come la ISO 14119.

I dispositivi di interblocco svolgono un ruolo chiave nella riduzione dei rischi legati all’automazione dei processi produttivi.

Che cos’è la norma ISO 14119?

La norma ISO 14119 definisce i requisiti relativi ai dispositivi di interblocco associati ai ripari, finalizzati a impedire l’accesso alle zone pericolose delle macchine. Il suo obiettivo è ridurre al minimo il rischio connesso all’accesso a tali zone durante il funzionamento della macchina.

  • Obiettivo della norma: garantire che i dispositivi di interblocco siano progettati e installati in modo da assicurare la sicurezza degli utilizzatori delle macchine.
  • Campo di applicazione della norma: la norma riguarda tutti i dispositivi di interblocco associati ai ripari utilizzati nelle macchine industriali.

Aspetti chiave della norma ISO 14119

La norma definisce i termini fondamentali e i requisiti relativi alla progettazione e all’installazione dei dispositivi di interblocco. Tra questi rientrano:

  • Tipi di dispositivi di interblocco:
    • Tipo 1: dispositivi di interblocco meccanici che non richiedono alimentazione esterna per funzionare. Un esempio è rappresentato dalle serrature meccaniche.
    • Tipo 2: dispositivi di interblocco elettromeccanici che funzionano grazie a un’alimentazione esterna. Un esempio è rappresentato dalle serrature elettromagnetiche.
  • Requisiti di progettazione: i dispositivi di interblocco devono essere progettati in modo da ridurre al minimo la possibilità di elusione. Devono essere collocati in punti difficilmente accessibili oppure protetti contro la manomissione.
  • Installazione: i dispositivi di interblocco devono essere installati in modo da garantirne affidabilità ed efficacia. Devono inoltre essere sottoposti a controlli e manutenzione periodici.
Tipo di dispositivo di interblocco Descrizione Esempi di applicazione Vantaggi Svantaggi
Tipo 1 (meccanico) Dispositivi di interblocco che non richiedono alimentazione esterna per funzionare. Macchine con basso rischio di elusione dei dispositivi di sicurezza. Semplici da utilizzare, affidabili, non richiedono alimentazione. Minore flessibilità nell’integrazione con i sistemi di automazione.
Tipo 2 (elettromeccanico) Dispositivi di interblocco che funzionano grazie a un’alimentazione esterna. Sistemi produttivi avanzati, linee di produzione, robot industriali. Elevata flessibilità, possibilità di integrazione con sistemi SCADA e PLC. Richiedono alimentazione esterna, installazione più complessa.
Tipi di dispositivi di interblocco

Dispositivi di interblocco: scelta e progettazione

Nella scelta dei dispositivi di interblocco occorre tenere conto di:

  • Tipo di macchina e relative zone pericolose: la scelta dei dispositivi di interblocco deve essere adeguata alle caratteristiche della macchina e al tipo di pericoli che possono presentarsi. La collaborazione con un ufficio tecnico di progettazione e il supporto di ingegneri esterni possono aiutare a individuare le soluzioni più adatte.
  • Tipo di dispositivi di interblocco: il Tipo 1 è adatto ad applicazioni semplici, in cui il rischio di elusione è basso, mentre il Tipo 2 è indicato per sistemi più avanzati, nei quali è richiesto un livello di sicurezza superiore.
  • Riduzione dell’elusione: i dispositivi di interblocco devono essere progettati e installati in modo da impedirne l’aggiramento con facilità. A questo scopo si possono utilizzare viti di sicurezza speciali o meccanismi nascosti.

Quando utilizzare dispositivi di interblocco con bloccaggio e quando no?

Il bloccaggio è necessario quando:

  • La macchina ha un tempo di arresto prolungato: quando la macchina non può fermarsi immediatamente all’apertura del riparo, il bloccaggio garantisce che il riparo rimanga chiuso fino all’arresto completo della macchina.
  • Rischio di accesso alla zona pericolosa: se esiste la possibilità che l’operatore entri nella zona pericolosa prima che la macchina si sia arrestata completamente, il bloccaggio è indispensabile per prevenire gli infortuni.

Il bloccaggio non è richiesto quando:

  • La macchina si arresta immediatamente: nel caso di macchine che si fermano subito dopo l’apertura del riparo, il bloccaggio non è necessario.
  • Non vi è rischio di accesso alla zona pericolosa: se non sussiste il rischio che l’operatore entri nella zona pericolosa prima dell’arresto completo della macchina, il bloccaggio non è richiesto.

Dispositivi di interblocco: raggiungimento della velocità sicura e tempi di arresto

L’importanza del tempo di arresto, nel contesto della sicurezza, consiste nel determinare quanto tempo impiega la macchina a fermarsi dopo l’intervento del dispositivo di interblocco.

  • Misurazione del tempo di arresto: determinazione del tempo che intercorre tra l’intervento del dispositivo di interblocco e l’arresto completo della macchina. Questa misurazione è fondamentale per la valutazione del rischio e per la scelta dei dispositivi di interblocco appropriati.
  • Valutazione del rischio: considerazione dei possibili scenari di emergenza e corretta selezione dei dispositivi di interblocco. In funzione della durata del tempo di arresto, possono essere richiesti diversi tipi di dispositivi di interblocco.

La norma ISO 14119 e la Direttiva Macchine

La norma ISO 14119 è armonizzata con la Direttiva Macchine 2006/42/CE, il che significa che il rispetto dei suoi requisiti equivale a garantire la conformità alla Direttiva.

  • Documentazione di conformità: le aziende devono documentare la conformità alla norma come parte del processo di valutazione della conformità alla Direttiva Macchine. La documentazione tecnica deve contenere tutte le informazioni necessarie relative alla scelta, all’installazione e alla manutenzione dei dispositivi di interblocco.
  • Audit e controllo: verifiche periodiche e audit possono aiutare a mantenere la conformità. Un audit di sicurezza di macchine e linee di produzione svolto già in fase di progettazione può ridurre al minimo il rischio di non conformità.

Indicazioni pratiche per le aziende che applicano la norma

Per applicare efficacemente la norma ISO 14119, le aziende dovrebbero:

  • Valutare il rischio: effettuare una valutazione del rischio legata all’accesso alle zone pericolose delle macchine. L’analisi del rischio secondo ISO 12100 è indispensabile per una valutazione corretta.
  • Scegliere i dispositivi appropriati: la selezione dei dispositivi di interblocco deve avvenire in conformità ai requisiti della norma. I dispositivi devono essere adeguati alle specificità delle macchine e al tipo di pericoli presenti.
  • Verifiche periodiche: eseguire verifiche periodiche e la manutenzione dei dispositivi di interblocco. Tali verifiche devono essere documentate ed effettuate secondo le raccomandazioni del produttore.
  • Collaborazione con l’ufficio tecnico di progettazione: l’ufficio tecnico di progettazione può supportare le decisioni relative al tipo di ripari e di serrature più adatti alle specifiche applicazioni.
  • Calcoli strutturali (FEM): l’ufficio tecnico di progettazione può inoltre eseguire calcoli strutturali per garantire che ripari e serrature soddisfino i requisiti della norma.
  • Gestione dei progetti: una gestione dei progetti ben impostata dovrebbe includere un audit di sicurezza eseguito da un’azienda esterna, così da ridurre al minimo il rischio di non conformità alla Direttiva Macchine.
  • Outsourcing di ingegneri: è opportuno avvalersi del supporto di ingegneri esperti, per garantire che i dispositivi di interblocco siano progettati e installati correttamente.

La norma ISO 14119 svolge un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza delle macchine e delle attrezzature tecniche. La sua applicazione è indispensabile per ridurre al minimo il rischio di infortuni e assicurare la conformità ai requisiti normativi. In futuro, le norme di sicurezza continueranno a evolversi, adattandosi alle nuove tecnologie e alle sfide dell’industria.

Automazione della produzione e dispositivi di interblocco

L’automazione della produzione aumenta in modo significativo l’efficienza e la produttività dei processi industriali, ma introduce anche nuovi rischi legati al funzionamento delle macchine. Un elevato livello di automazione dei processi produttivi può portare a situazioni in cui operatori e tecnici sono esposti al contatto con parti mobili delle macchine. I dispositivi di interblocco svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione di questi rischi. Garantiscono che l’accesso alle zone pericolose sia possibile solo quando la macchina è ferma e in condizioni di sicurezza. Nel contesto dell’automazione della produzione, è particolarmente importante che i dispositivi di interblocco siano integrati con i sistemi di controllo delle macchine, come SCADA e la programmazione PLC, per assicurare piena conformità e sicurezza operativa. Avvalersi dei servizi di un integratore di automazione industriale ed eseguire audit di sicurezza già in fase di progettazione può ridurre sensibilmente il rischio e garantire la conformità ai requisiti di norme e direttive, come la Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Verifiche periodiche e manutenzione dei dispositivi di interblocco sono indispensabili per assicurarne l’affidabilità e la conformità alle norme.

Dispositivi di interblocco e norme ATEX

Nel contesto dell’impiego dei dispositivi di interblocco in zone con pericolo di esplosione, è importante che tali dispositivi soddisfino anche i requisiti delle norme ATEX. La direttiva e le norme ATEX riguardano apparecchiature e sistemi di protezione destinati all’uso in atmosfere potenzialmente esplosive. I dispositivi di interblocco utilizzati in queste aree devono essere adeguatamente certificati e rispettare requisiti rigorosi, per prevenire scintille e altre fonti di innesco.

  • Scelta dei dispositivi di interblocco: nelle zone ATEX devono essere utilizzati dispositivi di interblocco dotati di adeguata certificazione ATEX.
  • Requisiti di installazione: i dispositivi di interblocco devono essere installati in modo da ridurre al minimo il rischio di esplosione, tenendo conto dei requisiti specifici delle zone con pericolo di esplosione.
  • Manutenzione e verifiche: verifiche periodiche e manutenzione dei dispositivi di interblocco nelle zone ATEX sono essenziali per garantirne affidabilità e sicurezza.

La norma ISO 14119 costituisce un riferimento fondamentale per la sicurezza delle macchine, aiutando le aziende a garantire la protezione di operatori e tecnici. Il rispetto dei suoi requisiti e l’applicazione pratica dei dispositivi di interblocco aumentano in modo significativo il livello di sicurezza nell’industria.

Dispositivi di interblocco alla luce della norma ISO 14119

Si tratta di un dispositivo meccanico o elettromeccanico associato al riparo della macchina, che impedisce l’accesso alla zona pericolosa finché non sono soddisfatte le condizioni di sicurezza. Il suo scopo è proteggere gli operatori e il personale tecnico dal contatto pericoloso con le parti in movimento.

Definisce i requisiti dei dispositivi di interblocco associati ai ripari, al fine di limitare il rischio di accesso alle zone pericolose durante il funzionamento della macchina. Comprende i requisiti di progettazione e di installazione, nonché i termini fondamentali.

Si distinguono il Tipo 1 (meccanico, senza alimentazione esterna) e il Tipo 2 (elettromeccanico, che richiede alimentazione). La scelta del tipo dipende, tra l’altro, dall’applicazione e dal livello di rischio di elusione dei dispositivi di sicurezza.

Il bloccaggio è necessario quando la macchina ha un lungo tempo di arresto e non si ferma immediatamente all’apertura del riparo. È inoltre richiesto quando sussiste il rischio di accedere alla zona pericolosa prima dell’arresto completo.

Consente di determinare quanto tempo impiega la macchina ad arrestarsi dopo l’intervento del dispositivo di interblocco. Il risultato è determinante per la valutazione del rischio e per la scelta della soluzione appropriata, compresa l’eventuale necessità del bloccaggio.

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